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martedì, 01 maggio 2007




LA BELLEZZA



Credo che la bellezza sia il filo che collega  tutto l'universo
che sia  l'unico  componente possibile.
Viverla  inseguirla  costruirla riconoscerla
come il significato più profondo della vita
come il significante
come l’unica possibilità che c’è
quando è pura nel senso
quando porta con se armonia e potenza
quando scuote l’anima senza passare dalla testa
quando sazia il cuore
quando dà forza e contemporaneamente te la toglie
quando  ti eleva dalla materia
e ti rende leggero
quando ti divide in mille pezzi e ti senti uno
è fatta di un solo componente
ma ha mille forme e colori
è incorporea
ma nasce dalla materia che la produce
è il confine e il passaggio tra anima e corpo
ne è il frutto ma anche  il nutrimento
è l'amore
ma forse  è solo un ltro nome che la descrive.
E' energia .
E' l'energia.
Ma allora cosa di cosi astratto ci divide da dio se ciò che ci lega è pura energia?

Nulla

 

scritto da:almavox ©
maggio 01, 2007 09:07
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riflessioni


lunedì, 24 luglio 2006





   
IL SENSO VERO
IL VERO SENSO

Ciò che vedi è nitido
reale
pulito
ma la vera forma delle cose dentro il mare
è nascosta 
deformata
segreta intima e pudica
ogni forma cambia di continuo
ogni colore cambia di continuo
il senso stesso delle sue forme
cambia di continuo
il suo continuo mutare
è
il suo  senso vero.
Ma allora
quale la vera forma
quale il vero colore
quale il vero senso


ma  a noi...
ci serve proprio un vero vero?

scritto da:almavox ©
luglio 24, 2006 13:01
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riflessioni, foto


giovedì, 18 maggio 2006


                 



Il vento che soffia forte stanotte
mi porta con se prepotente e caldo
e io vado
mi lascio trasportare
un piccolo granello nelle braccia del vento
un piccolo granello che cavalca il vento.
Oggi compio 39 anni.
L'acqua che dalla mia borraccia diminuisce ogni giorno
è sempre più buona
e il viaggio che compio
non sarà mai compiuto.

scritto da:almavox ©
maggio 18, 2006 11:10
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poesia, riflessioni


martedì, 09 maggio 2006



 LA VITA DIETRO LA FORMA






Le foto sfocate tirano fuori il senso poetico delle cose
apparentemente fredde
rinchiuse nella storia del nome che portano
le foto sfocate hanno quei piccoli difetti
che ammorbidiscono l'aria
e parlano dell'anima delle cose
dell'anima delle persone
di un'altra loro anima
quella libera dalle catene delle  forme che gli appartengono
un po' come una bella donna con i primi suoi capelli bianchi
spettinata e nuda
davanti allo specchio
mentre vede se stessa

scritto da:almavox ©
maggio 09, 2006 11:53
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riflessioni


martedì, 18 aprile 2006






                 
                     Illustrazione Giuseppe Bianchessi





SENTO


Ascoltare percepire assaporare subire attraversare farsi attraversare
vedere toccare annegare violare implodere esplodere subire violenza
continua dalle cose che mi attraversano mi trapassano  lasciarsi vivere
dalle cose totalmente mentre accadono la mia mente subisce la loro
fisicità Il freddo mi attraversa mentre lo sento  e vedo nitidamente i muscoli
ritirarsi e contrarsi nelle loro rosse fibre il caldo mi attraversa  il cielo
nuovo e nitido della primavera che fa sentire l’aria leggera e mi accarezza
la pelle come una nuovo amante la tristezza del mondo mi uccide e mi
trapassa mentre sento fisicamente le lacrime le mie quelle delgli altri che
scivolano segnando una via umida sul mio volto  sento la lacrima nella
sua intensa liquidità mentre si adagia sulla bocca ne gusto il sapore
salato la ingoio la assaporo nel suo fisico significato
subisco violenza dalle parole da qualsiasi parte vengano
dalle persone umili come quelle arroganti dallo sconosciuto come
dall’amato ogni parola diventa un macigno enorme sul mio petto
mi toglie  il fiato si scompone su di me segnando il mio cuore
sento p’arole di rabbia che mi feriscono sento parole d’amore che mi aprono
sento parole di felicità che compiono piroette mentre le mie gambe leggere
si piegano al volere altrui sento parole di perdono e mi perdono sento parole
sensuali e mi faccio donna  mi faccio violentare quando qualcuno varca la
porta dei miei sensi  mi abbandono lo vivo lo uso mi uso mi faccio
violentare quando sento il male che sgorga indecente in ogni fiume sotto
i miei occhi il mio il loro il vostro lo vivo nelle mani che tremano e sudano
e mi sento acqua che entra in quel fiume poi mi sento sasso che devia lo
devia e mi sento sabbia che lo sorregge e mi sento violentare quando
qualcuno viene violentato  mi curo le ferite quando qualcuno viene
bastonato ho fame per chi la sente e orfano per chi non ha nessuno
chiedo perdono per chi lo cerca do quello che ho a chi lo chiede
non ho possesso anche se mi faccio possedere non ho orgoglio se non per
quelli che non lo hanno niente più mi appartiene o appartiene al niente e
tutto ora mi appartiene  ora sono una porta un passaggio dove entrano ed
escono linguaggi e informazioni  un ponte un piatto un veicolo in cui la
fisicità è solo un alfabeto che mi permette di parlare con questo corpo in
questa vita in cui i miei sentimenti non mi appartengono più dove di
questo sentire ne sono solo il portatore ma sento e subisco questo
veicolo come se fossi il  passeggero il veicolo stesso la strada e il tempo
amplificato e potente sento il senso della vita che appare al mio
sgomento tutto nella sua nuda semplicità e tutto sembra stupido e tutto
sembra necessario e nel dolore nel sacrificio sento la via della vita felice
come una meraviglia che si apre davanti al mio sguardo la meraviglia che
nasce dal buio  e la vita che nasce li dentro è tanto vera da sembrare
assurda e ciò che è necessario non è più visibile agli occhi.


scritto da:almavox ©
aprile 18, 2006 06:14
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poesia, riflessioni


domenica, 19 marzo 2006




IL CARCERIERE DI FUMO


Ciò che mi divide da me è un corpo pieno di dolore
che mi tiene tra le sue forti mani fisiche e non mi lascia andare
il confine di questa prigione non esiste
ma è tanto forte quanto la mente che impaurita lo trattiene
questa fisicità che frena che  esalta che sconfigge
è solo la proiezione dei nostri limiti della nostra piccola umanità
il dolore che sento immenso in ogni parte della mia mente
è un carceriere di fumo
involontario ogni tanto è il vento che lo spazza via
potente e inconsistente si riforma come un ghigno arrogante
di fronte al suo fragile prigioniero
e nell’assoluta coscienza dell’immenso che portiamo con noi
abbracciamo il fallimento
e prostrati ci inchiniamo  a questa rassicurante fisicità
che ci trattiene mediocri ai bordi della vita.

scritto da:almavox ©
marzo 19, 2006 02:46
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poesia, riflessioni


venerdì, 03 febbraio 2006



PROVO GRANDE TENEREZZA PER IL MONDO CHE MI STA' INTORNO.
...E ANCHE PER ME

scritto da:almavox ©
febbraio 03, 2006 15:12
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riflessioni, frasi


mercoledì, 25 gennaio 2006

IL VENTO IMMOBILE


Ci sono temporali che non bagnano
Tempeste che non devastano
Non  c’è cosa più dolcemente  amara
del  percepire cosi nitida la giusta via da prendere
e  sentire coscienti che non si riuscirà mai a percorrerla.
Questo senso di lucida impotenza  è  reale
quanto la coerente passività che  percorre la via dell’apparente  fallimento
silenzioso sentiero che porta a te.
Inevitabile il dubbio
Superarsi come prevaricarsi
o accettare distaccati  come il  grande traguardo della coscienza di se stessi?

scritto da:almavox ©
gennaio 25, 2006 08:48
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poesia, riflessioni


giovedì, 19 gennaio 2006


 


di L.Contri 2005       "La materia della poesia"



LA MATERIA DELLA POESIA

La materia è la prova del nostro limite fisico in questa vita
la natura è il limite fisico della perfezione
questo limite è invalicabile
si può solo accettare
apprendere
studiare
usare
attraverso la sua contemplazione come ispirazione per arrivare al senso poetico delle cose
è proprio e solo il limite fisico delle cose
che può aiutarci a comprenderne il suo divenire
la natura è la più grande verità che abbiamo
la materia può solo farci comprendere la poesia della vita.

scritto da:almavox ©
gennaio 19, 2006 03:09
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opere, riflessioni, arte


martedì, 11 ottobre 2005

di L.Contri "I ricordi"
(vetrini di mare su garza bianca)



                I RICORDI

C'è stato un tempo in cui ho creduto di amarmi
mentre approdavo sicura
nell'anima e nei sogni di qualcun altro.
La fisicità delle cose ammanta  l'illusione
di potenza nella vita
e ciò che i sogni non possono la potenza realizzano
e come cera lacca sul foglio
la stessa marchia
anche la delusione di traguardi mancati.
Ma la lontananza con cui si sentono le cose passate
è l'unica testimonianza
del loro stupendo mutare
ciò che rimane è un alone luminoso
come un fantasma appeso
che etereo si fa uscire ogni tanto dall'armadio.
Ci rammenta che la materia delle cose
è solo una stoffa
con cui si confezionano i vestiti
delle diverse stagioni della vita.
Ma la vera nudità di cui siamo fatti
è come un ricordo che sommesso
ogni tanto riemerge
quei pochi momenti sono grandi sorprese
che staccano per scampoli di tempo
l'energia che alimenta i nostri pensieri
le nostre azioni
e lì immobili  fanno sentire la vera essenza delle cose
tutto scompare come in quegli istanti brevi e bui
che precedono la proiezione di un film.
E li non agisci
e li non pensi.
Lì ascolti.
Lì senti.
…lì ti senti.

scritto da:almavox ©
ottobre 11, 2005 16:41
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opere, riflessioni, arte


lunedì, 22 agosto 2005


IL COITO INFINITO


Mi contorco affannata nel guardare
facce sguardi movimenti
tutti sembrano uguali
tranne me
sento le mie budella arrotolarsi e scuotere nervosamente il corpo
calori piccoli sussulti brividi
mi ascolto attenta lasciando scivolare lentamente ciò che sento attraverso il mio corpo
immagino un alito silenzioso risvegliare il mio collo
la pelle gioiosa destarsi dal torpore del sonno
ristorata e pronta per accedere timida a parti  sconosciute che sento presenti.
Chi sono dove sono
cosa sono.
Non ha importanza più.
Ora l'aria mi passa attraverso come se fossi composta del niente
assente e inebriata dall'assenza mi disperdo annusando l'aria e il mondo che la compone
in particelle mi divido mi sbriciolo mi mescolo al vento che mi accarezza
mi lascio accarezzare mi lascio penetrare come in un coito infinito senza spazio ne tempo
quando i confini si annullano quando il tuo corpo scompare.
Un bosco inesplorato da tempo mi divide da me
il bosco del mio corpo fitto di ombre e arti rigidi come nani pronti adesso a crescere e diventare braccia gambe mani volti
dove la luce filtra tra i rami illuminando finalmente ampie e silenziose  radure umide.
Il bosco fitto della mia anima
dove il nero sembra scomparire
la luce che filtra illumina i volti ridicoli e stanchi dei fantasmi che la abitano da tempo
immagino uno a uno di spolverarli lavarli e stirarli come per riporli in un grosso baule che si apre solo nei momenti di malinconia per salutare  ricordi sbiaditi
quando hai voglia di rimembrare chi eri.
Immagino il cammino per entrare nel mio bosco
lo immagino solo ora
la porta  che lo separa dal mondo è  ancora chiusa ma è sottile come la pelle vaginale di una vergine inesplorata
delicata protettrice di un immenso mondo.
Un tocco lieve può riuscire ad aprirla.
   

scritto da:almavox ©
agosto 22, 2005 03:22
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riflessioni


martedì, 07 giugno 2005

VIOLENZA

avrei giurato di non usare questo spazio per fini politici o sociali
ma dopo avere sentito  una affermazione non posso esimermi
sarà l'eccezione che conferma la regola:
il papa ha affermato e chiesto l'astensione al voto del referendum per motivi filo/simil/amorevolmente/cattolici/provita.
trovo la cosa oscena e riprovevole.
la chiesa ancora una volta si fa manifesto delle coscienze timorate e imprigionate
usando l'arma del potere mascherata dietro il vessillo della fede religiosa
ancora una volta la chiesa usa violenza
non basta mostrare le infinite proprietà che la chiesa si ritrova sul groppone lasciatagli da moltitudini di uomini impauriti dall'inferno che in punto di morte non  potendosi portare beni materiali nella tomba hanno tentato di alleggerirsi la coscienza donando alla chiesa proprietà castelli vallate e interi paesi
non parliamo poi di tutte le associazioni a scopo cristiano costruite dalla chiesa in cui proliferano e mangiano cattolici raccomandati e mafiosi
non basta mostrare i miliardi che la chiesa ha accumulato nel corso di duemila anni uccidendo massacrando e sottomettendo intere popolazioni e milioni di persone sotto il simbolo della croce e nel nome di GESU che in realtà si è sacrificato sulle croce con le pezze al culo e che se vedesse cio che si fa in suo nome cambierebbe i suoi dati all'anagrafe
non basta mostrare le nefandezze che ogni giorno si consumano all'interno di conventi parrocchie e alloggi per neo preti
non basta mostrare la ricchezza in cui vivono e sguazzano vescovi e cardinali trasportati da autisti nelle loro vesti di seta nei loro stupendi alloggi mentre altri si insudiciano il cuore e le mani  nei paesi di guerra
e non ci soffermiamo a raccontare di quanti chilometri di ematomi e lesioni sono stati inferti dalle suore e dai preti negli stupendi collegi  in cui vivevano con  atroci sofferenze migliaia di orfane/i
non diremmo neanche che persone senza tonaca ne divisa ogni giorno lasciano impronte di sudore e sangue aiutando popolazioni  sottommesse da guerre e in nome di religioni come la nostra subiscono violenza fisica e psicologica
non diremo neanche che centinaia di donne e uomini volontarie senza bandiere ne religioni vengono seviziati e rapiti
ma diremmo solamente che con quella faccia da nazista il vicario di dio il papa ratzinger in terra si permette di esortare i beati e pacifici cattolici a astenersi dall'andare a votare
violentando ancora una volta il nome di dio invano


QUALSIASI cosa votiate andate a farlo
siate liberi per quel poco che ci è concesso
soprattutto quando viene usata la fede come arma politica
viene messa alla stregua di qualsiasi merce da banco che può essere usata venduta scambiata quando e come si vuole
merce di scambio ad un baso livello
il voto è una piccola e limitata modalità per esprimere il concetto di libertà
in questo caso è molto di più
specialmente per chi è o si sente cristiano è l'unica risposta forte e adeguata
per rispondere no ad un uso violento e politico di  qualcosa di sacro come la fede
da parte di un'istituzione che in nome della fede ha costruito un impero politico
AMEN

scritto da:almavox ©
giugno 07, 2005 00:33
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riflessioni, società


martedì, 31 maggio 2005

tranne una
nessuno dei miei lettori contempla la masturbazione
o almeno non ne parla nonostante il tema del post pecedente...

- credo che il sesso sia la cosa più importante nella vita e in un rapporto...
sai l'espressione più intima del tuo io, la nostra parte più vera e istintiva...quella che ci libera...che ci fa sognare ...-
-si... credo tu abbia ragione, ma chissa' perchè le persone hanno tanti problemi a parlarne... è una cosa cosi naturale!-
-io veramente non ne ho-
-già neanch'io-

scritto da:almavox ©
maggio 31, 2005 15:03
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riflessioni


venerdì, 13 maggio 2005


ILBENE

Ci fu un tempo in cui uomini sedevano all'ombra degli ulivi.
Quel tempo la natura era esempio e ordine delle cose.
Dall'osservazione della natura veniva tratta ispirazione nel sentire e nel divenire
quel semplice cronologico regolare sviluppo di eventi e mutazioni veniva considerato da quell'uomo
tutto ciò a cui l' umano essere poteva aspirare con naturalezza attraverso ricerca e riflessiva contemplazione
quel semplice cronologico naturale sviluppo di eventi e mutazioni veniva considerato da quell'uomo
il traguardo della perfezione da cui prendere ispirazione.
Questo stato di cose non veniva sentito come un percorso religioso
la coscienza dell'imperfezione umana faceva si che l'equilibrio della natura nella sua superiorità
fosse preso ad esempio per tracciare un cammino preciso e inequivocabile negli intenti.
La coscienza dell'esistenza nell' uomo del bene e del male imponeva un ovvio limite invalicabile verso quella perfezione
ma proprio per questo se ne imponeva la profonda conoscenza
la conoscenza attraverso il bene
la conoscenza attraverso il male.
Questa profonda considerazione faceva vivere la natura come madre suprema
e gli abitanti della terra imperfettamente umani.
Questo percorso della conoscenza del bene e del male
venne chiamato filosofia "philo-filo e sophia-saggezza"
la conoscenza delle profondità della mente umana
come un filo che conduce alla saggezza
il sapere inequivocabile dei limiti per poterli superare.
Il perfetto e armonico equilibrio dell'uomo come la più alta espressione della natura
la rappresentazione della bellezza umana come la più alta espressione della natura
la bellezza quindi come palese verità
la bellezza quindi come equilibrio
la bellezza quindi come armonia.
Tenendo conto della modernità del termine bellezza che allora non esisteva esso deriva da buono che deriva da bene.
La bellezza era un bene.
Era un composto tra armonia equilibrio la bellezza era verità.
Quegli uomini non potevano prescindere la bellezza dal tutto
quegli uomini non potevano prescindere la bellezza da una serie di elementi che armonicamente dovevano coesistere insieme.
L'estetica ovvero la capacità del sentire del percepire.
La forma come il contenuto il contenuto come la forma.
Ciò che erano e sentivano dentro mostravano fuori.
Ciò che mostravano fuori era l'elaborazione fisica e intellettiva di ciò che avevano realmente sentito e indagato
e la forza dell'espressione della verità dell'essere si tramutava in bellezza.
Un bene prezioso.
La bellezza non era valore assoluto ma espressione di ricerca dell'armonia tra se se tessi e il mondo che li circondava.



IL LUOGO

C’è un luogo in cui gli uomini siedono all'ombra degli ulivi
per cercare se stessi
un luogo in cui i capelli bianchi di una donna donano al suo volto il fascino delle esperienze di cui ammantano quelle ciocche bianche.
Un luogo in cui l'imperfezione di un corpo parla inequivocabilmente di tutti quei punti salienti dove puoi trovare ispirazione nello scoprire strade timide e mai percorse
Un luogo in cui l'abito che indossi muore nel significato e nell'attimo in cui il freddo lascia il posto a mani calde che intiepidiscono il corpo
un luogo in cui gli occhi stanchi e lucidi dei vecchi vengono usati per illuminare strade ancora da percorrere
un luogo in cui il valore di un uomo è pari a ciò che è
un luogo in cui l'umano limite nella malattia e nella follia
possono soltanto raccontare mondi visionari e privilegiati
un luogo in cui quando gli uomini incrociano gli occhi vedono gli altri
C’è un luogo in cui il corpo e l'anima raccontano un unica storia e quella è una storia di vera bellezza.

scritto da:almavox ©
maggio 13, 2005 00:39
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poesia, riflessioni


martedì, 26 aprile 2005

LA VERITA'

ogni tanto la tristezza torna ad aprire voragini profonde nel cuore
ferite che vengono tamponate dall'emergenza ma che prima o poi tornano a sanguinare
dolori immensi e lancinanti che non si sa perchè ne per come quando meno te lo aspetti innondano gli occhi di lacrime
e la pancia di freddo
tutto si ritrae tutto si innerva tutto tende per paura di cadere

soli di fronte a questo nessuno può interagire aprendo il petto accarezzando il cuore
nessuno che voglia non chiederti niente se non il calore della tua pelle che cosi prezioso si dona a chi ti è vicino
le parole si trascinano a fatica e non riescono ad andare più in là dello stesso pensiero
non servirebbero non possono colmare il vuoto che le circonda
le parole muoiono all'alba di ogni decisione
l'urgenza del dolore fisico che si materializza paralizza
e può soltanto far accovacciare e addormentare col tepore le membra stanche che si adagiano morbide a riposare

soli difronte a se stessi
ignobili e fragili nella convinzione dei limiti che non riescono a superarsi
ignobili e fragili nella convinzione che qualcuno ti guardi dritto negli occhi e veda te riconoscendo se stesso
ignobili e fragili bagnati da lacrime che lavano ancora il volto ricordando ciò che non siamo
ma le parole ma i pensieri sono strutture dell'anima che sorreggono spesso illusioni e visioni di ciò che si crede
tutto ciò che abbiamo in realtà non appartiene che alla nostra mente che l'ha prodotto
ed è relativo fragile e prigioniero
ciò che in realtà siamo è il frutto delle nostre azioni
quando agiamo siamo veri come la nudità
ed è solo li che ci si incontra
è solo li che ci si guarda

nell'atto che si compie la verità si incontra spoglia dei fardelli colorati di cui le parole la ammantano
nell'atto che si compie la verità si incontra spoglia delle prigioni calde che i pensieri costruiscono
niente parole niente pensieri
ed è il momento più difficile la prova provata
solo azioni
nude e vere
solo noi e la verità

scritto da:almavox ©
aprile 26, 2005 15:51
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riflessioni


domenica, 10 aprile 2005


LIBERTA' DI AZIONE LIBERTA' DI PENSIERO
(libero arbitrio) prologo

Parole pesanti adagiate su generoso pensiero, lancio indomito di saette
veloci che trafiggono semplici e leggere un bersaglio nitido facile
da colpire.
libertà di azione.
Pensiero che specchia se stesso di se stesso si nutre, giri concentrici.
libertà di pensiero.
Azioni convulse, meccaniche, violente, automatiche, logiche, scelta.
libertà di azione.
libertà di guardare l'altro ucciderlo, di guardare l'altro non ucciderlo,
luoghi aperti e sconfinati, qui dentro.
libertà di azione.
Ampio raggio fuoco a disposizione intenti dubbiosi ma fruibili.
libertà di azione.
libertà di essere e pensare dentro e fuori se stessi, scegliere, agire.
Pensiero e azione legati tra loro lontani tra loro, logica, sintesi, talento.
Farsi schiaffeggiare.Libertà di pensiero.
Schiaffeggiare.Libertà di azione.
Oggi ho imparato qualcosa. qualcuno mi ha insegnato qualcosa. io mi
sono insegnato qualcosa.
libertà di pensiero.
adagiare il volto sui desideri, varie mani li esaudiranno.
sentire la propria libertà, qualcun' altro comprerà il tuo lavoro.
libertà di azione.
scendere in strada dare una moneta a un mendicante, scelta.
libertà di azione.
La moneta cade il mendicante la raccoglie viene investito.
libertà di azione.
libertà così rinchiusa nella propria da poter liberamente scegliere
di soffocarsi con una busta di plastica.
libertà di azione.

scritto da:almavox ©
aprile 10, 2005 03:48
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riflessioni, racconti, trilogia della libertà


sabato, 02 aprile 2005

ESTETICA DELLA METAFISICA
(tirar fuori pennelli tele e colori, sedersi davanti alla tela, alzarsi, riporre tutto al loro posto e sentire di aver dipinto)

Isabella si staccò da Marco e si mise velocemente a correre
strattonò la borsa che cadde a terra ma riuscì a mettersi davanti al cofano della macchina urtandolo
che inchiodò fortunatamente.
-idiota! ma sei ubriaco!-
Spostò il cane dalla strada, aveva solo preso uno spavento.
Marco la guardò, con occhi sufficenti, sembrava non approvasse la sua istintiva incandescenza nel sentire la vita
-ma cos'è che ti rode di più? .....la forma o il contenuto, delle cose-
gli disse rimettendosi la borsa a tracolla.

scritto da:almavox ©
aprile 02, 2005 19:54
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riflessioni, racconti