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giovedì, 19 gennaio 2006


 


di L.Contri 2005       "La materia della poesia"



LA MATERIA DELLA POESIA

La materia è la prova del nostro limite fisico in questa vita
la natura è il limite fisico della perfezione
questo limite è invalicabile
si può solo accettare
apprendere
studiare
usare
attraverso la sua contemplazione come ispirazione per arrivare al senso poetico delle cose
è proprio e solo il limite fisico delle cose
che può aiutarci a comprenderne il suo divenire
la natura è la più grande verità che abbiamo
la materia può solo farci comprendere la poesia della vita.

scritto da:almavox ©
gennaio 19, 2006 03:09
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opere, riflessioni, arte


martedì, 11 ottobre 2005

di L.Contri "I ricordi"
(vetrini di mare su garza bianca)



                I RICORDI

C'è stato un tempo in cui ho creduto di amarmi
mentre approdavo sicura
nell'anima e nei sogni di qualcun altro.
La fisicità delle cose ammanta  l'illusione
di potenza nella vita
e ciò che i sogni non possono la potenza realizzano
e come cera lacca sul foglio
la stessa marchia
anche la delusione di traguardi mancati.
Ma la lontananza con cui si sentono le cose passate
è l'unica testimonianza
del loro stupendo mutare
ciò che rimane è un alone luminoso
come un fantasma appeso
che etereo si fa uscire ogni tanto dall'armadio.
Ci rammenta che la materia delle cose
è solo una stoffa
con cui si confezionano i vestiti
delle diverse stagioni della vita.
Ma la vera nudità di cui siamo fatti
è come un ricordo che sommesso
ogni tanto riemerge
quei pochi momenti sono grandi sorprese
che staccano per scampoli di tempo
l'energia che alimenta i nostri pensieri
le nostre azioni
e lì immobili  fanno sentire la vera essenza delle cose
tutto scompare come in quegli istanti brevi e bui
che precedono la proiezione di un film.
E li non agisci
e li non pensi.
Lì ascolti.
Lì senti.
…lì ti senti.

scritto da:almavox ©
ottobre 11, 2005 16:41
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opere, riflessioni, arte


giovedì, 02 giugno 2005


illustrazione di Giuseppe Bianchessi


IL FIUME

comprai un bel vestito pensando agli occhi di chi lo avrebbe guardato
iniziai a camminare felice immersa in quell'aria primaverile colma di profumi mentre persone avanti a me si affollavano intente a percorrere la città.
Il sole scalda e non solo la pelle
gli odori si affollano impastandosi al calore
ogni tanto quando un filo d'aria fresca riesce a penetrare
la pelle e i sensi si dilatano percependo profumi particolari e i pensieri prendono strade inusuali.
Era un vestito a fiori allegro sensuale
l'avrei indossato con i capelli raccolti lasciando il collo e le spalle nude
niente orecchini o ness'un'altro monile le forme pulite e lisce della pelle
forse un poco di tacco senza ostentare per lasciare irrigidire le gambe nervose.
C'era tanto rumore attorno a me ma non riuscivo a percepirne alcuno
la città era solo mia e tutta la gente che si affollava sul ponte colorava soltanto il mio percorso
camminavo felice con quel pacco in mano.
Sarei stata bellissima ai suoi occhi mi avrebbe guardato diversa dal solito
femminile maliziosa e lo sarei stata lasciando per un momento far parlare solo i miei sensi
sarei stata morbida carnale per mostrargli il desiderio che suscitava in me
sarei stata intima e delicata lasciando entrare nelle mie stanze i profumi che emanava.
Mentre andavo per la strada del ritorno osservai il fiume
l'acqua non si chiede proprio dove sta andando
si muove in una sola direzione costante continua
come potrei andare nella direzione opposta all'acqua rimarrei solo ferma
come potrei opponendomi a quel flusso.
Nel mio fiume che scorre non posso fermarmi.
Aprii il pacco mi immaginai con quel vestito
gettai il vestito in mare
era una giornata bellisima

scritto da:almavox ©
giugno 02, 2005 18:44
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opere, racconti, arte