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martedì, 18 aprile 2006






                 
                     Illustrazione Giuseppe Bianchessi





SENTO


Ascoltare percepire assaporare subire attraversare farsi attraversare
vedere toccare annegare violare implodere esplodere subire violenza
continua dalle cose che mi attraversano mi trapassano  lasciarsi vivere
dalle cose totalmente mentre accadono la mia mente subisce la loro
fisicità Il freddo mi attraversa mentre lo sento  e vedo nitidamente i muscoli
ritirarsi e contrarsi nelle loro rosse fibre il caldo mi attraversa  il cielo
nuovo e nitido della primavera che fa sentire l’aria leggera e mi accarezza
la pelle come una nuovo amante la tristezza del mondo mi uccide e mi
trapassa mentre sento fisicamente le lacrime le mie quelle delgli altri che
scivolano segnando una via umida sul mio volto  sento la lacrima nella
sua intensa liquidità mentre si adagia sulla bocca ne gusto il sapore
salato la ingoio la assaporo nel suo fisico significato
subisco violenza dalle parole da qualsiasi parte vengano
dalle persone umili come quelle arroganti dallo sconosciuto come
dall’amato ogni parola diventa un macigno enorme sul mio petto
mi toglie  il fiato si scompone su di me segnando il mio cuore
sento p’arole di rabbia che mi feriscono sento parole d’amore che mi aprono
sento parole di felicità che compiono piroette mentre le mie gambe leggere
si piegano al volere altrui sento parole di perdono e mi perdono sento parole
sensuali e mi faccio donna  mi faccio violentare quando qualcuno varca la
porta dei miei sensi  mi abbandono lo vivo lo uso mi uso mi faccio
violentare quando sento il male che sgorga indecente in ogni fiume sotto
i miei occhi il mio il loro il vostro lo vivo nelle mani che tremano e sudano
e mi sento acqua che entra in quel fiume poi mi sento sasso che devia lo
devia e mi sento sabbia che lo sorregge e mi sento violentare quando
qualcuno viene violentato  mi curo le ferite quando qualcuno viene
bastonato ho fame per chi la sente e orfano per chi non ha nessuno
chiedo perdono per chi lo cerca do quello che ho a chi lo chiede
non ho possesso anche se mi faccio possedere non ho orgoglio se non per
quelli che non lo hanno niente più mi appartiene o appartiene al niente e
tutto ora mi appartiene  ora sono una porta un passaggio dove entrano ed
escono linguaggi e informazioni  un ponte un piatto un veicolo in cui la
fisicità è solo un alfabeto che mi permette di parlare con questo corpo in
questa vita in cui i miei sentimenti non mi appartengono più dove di
questo sentire ne sono solo il portatore ma sento e subisco questo
veicolo come se fossi il  passeggero il veicolo stesso la strada e il tempo
amplificato e potente sento il senso della vita che appare al mio
sgomento tutto nella sua nuda semplicità e tutto sembra stupido e tutto
sembra necessario e nel dolore nel sacrificio sento la via della vita felice
come una meraviglia che si apre davanti al mio sguardo la meraviglia che
nasce dal buio  e la vita che nasce li dentro è tanto vera da sembrare
assurda e ciò che è necessario non è più visibile agli occhi.


scritto da:almavox ©
aprile 18, 2006 06:14
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poesia, riflessioni