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mercoledì, 22 marzo 2006


IL CENTRO DELLA TERRA


La sua giornata era stata pesante
Il lavoro la pioggia i pensieri i soldi la malattia
Tutto era sempre più difficile tutto era sempre più colmo
I suoi strati di pelle si erano assottigliati
sentiva tanto il freddo tanto il caldo
sentiva troppo l’amore troppo la sofferenza
troppo la gioia.
La sua testa era piena  di eccessi e sensazioni e la confusione era l’unica via da seguire
lasciarsi andare senza opporre resistenza.
Paolo l’aveva appena lasciata sull’uscio della porta ancora col suo sapore in bocca
e non le bastava la presenza rassicurante di un amante premuroso
pieno di carezze colorate baci e parole confortanti
la solitudine che sentiva era un assenza incolmabile
la prendeva allo stomaco come una grande fame
la fame bulimica di chi deve riempirsi per poi vomitare
il giorno era interminabile e l’unica cosa che la sosteneva era il pensiero della notte che sarebbe arrivata
si
finalmente  respirare e cullare dolcemente quel suo dolore che tanto la faceva sentire viva
finalmente l’aria era più morbida e i rigurgiti violenti del mondo che di giorno le cadevano addosso ora dormivano
o comunque facevano più silenzio
anche chi ha fame è più silenzioso la notte
chi stà morendo in un letto chi ha perso tutto chi corre chi violenta 
chi vive
di notte tutto ha più rispetto del silenzio
anche l’umanità.
E i mille pensieri si muovono lenti il silenzio è cosi forte da dare senso
anche al rumore
Non c’è presenza più grande nel pensiero dell’assenza.
La tv ormai era solo un cumulo di pixel luccicanti in movimento e le decine di sigarette appoggiate in verticale sul tavolo
sembravano mille steli in un campo di papaveri
“need a call” quella canzone andava da più di due ore e quella ripetizione era diventata un circolo sonoro che la cullava
le lacrime che la accarezzavano  incessanti erano l'unico rumore fisico che sentiva il suo corpo
Le tre
la stanchezza stà arrivando le palpebre si chiudono
è ora di andare.
Vivere.

scritto da:almavox ©
marzo 22, 2006 13:21
| commenti (13)
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