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giovedì, 29 settembre 2005

LETTERA D'AMORE

ogni volta che il mio pensiero non riesce ad arrivare a te come vorrei sento dolore
ogni volta che mi chiudi fuori preferendo te stesso sento dolore
ogni volta che non ti fidi  di me sento dolore
ogni volta che non dai riparo alle mie urla sento dolore
vorrei essere un tuo braccio una tua gamba il tuo orecchio quando ascolti
i tuoi occhi quando guardi
il tuo cazzo quando scopi
vorrei essere il tuo cane quando ci passeggi
vorrei essere così dentro te da non riuscire a sentirmi quando ci sono
vorrei essere così dentro te da dovermi sentire quando ci sono
vorrei essere per te la naturalezza dell'aria che respiri
e vorrei tanto poterti guardare mentre tu mi stai guardando

scritto da:almavox ©
settembre 29, 2005 02:17
| commenti (8)
lettere


venerdì, 16 settembre 2005

LE TRE


Le ore piccole della notte mi stimolano stranamente in maniera rassicurante riflessiva
mi accendono i pensieri
mi placano mi dilatano.
Tutto mi appare interessante il tempo rallenta
il battito del cuore mi adagia e mi rilassa e allo stesso tempo mi eccita
la notte appare sempre generosa  infinita e credi che il tempo si fermi e sia li per te ad aspettarti.
Le tre del mattino non è un ora qualsiasi ovunque tu ti trovi  e specialmente se sveglio fuori dal tuo letto.
Sono in macchina alla stazione ad aspettare un amico che sta per arrivare
la temperatura  calda e straordinariamente soffocante mi accarezza anche se non lo vorrei
appoggio il gomito al bordo dello sportello dopo che ho tirato giù il finestrino
mi accendo una sigaretta
mi tolgo la giacca ho caldo.
La notte è qualcosa che mi stravolge
come sabbia in un setaccio separa  le vite
tutti i granelli più simili passano al di sotto
rimangono nel setaccio sassolini pezzi strani tutti diversi
il meglio
le cose da guardare vivere osservare
le cose che fanno riflettere
la vita la vedi di notte.
Dall'uscita della stazione escono un po' di persone poche
un ragazzo molto alto con uno zaino in spalla che appare essere  pesante
sembra stanco è senza scarpe i piedi sono neri ha un bel volto solare e schietto
i suoi vestiti non sono alla moda sicuramente non è un figlio di papà ma non sono neanche dismessi ne malconci
non è neanche un fricchettone
è indipendente.
Si toglie lo zaino e si  siede
non in terra come ti aspetteresti ma sulla panchina sotto la pensilina del bus
guarda l'orologio si rimette le scarpe apre lo zaino tira fuori una coperta si adagia sulla panchina e dorme.
Perchè si è rimesso le scarpe?
Forse è esperto nel viaggiare e sa che un paio di scarpe comode sono fondamentali e non ci si può permettere di farsele rubare e forse ha solo questo di prezioso nel suo zaino
o forse è un tipo pratico e al di là del resto ritiene sia l'oggetto più importante in quel caso.
Amo osservare gli altri anche molto a lungo
mi fisso su dei particolari e cerco a ritroso di farli viaggiare e di ricostruire il personaggio che ho davanti.
Tiro fuori la testa dal buco del finestrino
in agosto il cielo è sempre molto stellato
pieno
gonfio
ogni millimetro ha un suo senso è riempito da qualcosa
mi sento sempre parte del cielo ogni volta che lo guardo
mi alzo da terra come se fossi tirata su da qualcosa in posizione orizzontale a gambe e braccia allargate
e salgo
e mentre salgo mi spezzetto e inizio a dividermi in milioni di pezzi
dispersa ovunque io guardi sono un po' quà un po' laggiù un po' chissà dove.
Tre e un quarto.
Ecco quello è proprio un animale notturno  della zona
il suo passo è claudicante
gli occhi sono fissi e legnosi sulle cose che osserva
osserva ovunque e chiunque.
La stropicciata busta di plastica che porta adagiata al polso sinistro mi da l'idea di una persona non troppo mentalmente stabile.
Ha adocchiato qualcuno un tipo giovane sulla ventina che siede in un'auto sportiva nera con la musica a tutto volume
lo guarda nella convinzione di non essere visto
lo osserva attentamente con lo sguardo di chi ha scoperto qualcosa di strano en interessante
circumnaviga la macchina si ferma
inizia a sbavare
la bava gli cade abbondante sulla camicia bianca
la camicia è macchiata ovunque
ogni macchia  sembra stabilire un orario della giornata in cui ha sbavato.
Chissà se  a casa qualcuno lo aspetta per accudirlo.
Il ragazzo della macchina si rende conto di chi lo sta fissando e fa finta di niente.
L'uomo torna indietro poi di colpo come un pazzo inizia a correre
attraversa il grande incrocio della stazione due o tre volte di corsa
una macchina inchioda le altre lo schivano c'è chi suona qualcuno gli urla
lui inizia ad urlare poi di colpo si ferma in mezzo all'incrocio
torna lentamente indietro
si siede accanto all'altro addormentato sotto la pensilina dell'autobus e si calma.
Che vite straordinarie.
Al di fuori dell'ordinario
coraggiose
alcune sono ai limiti
alcune sono i limiti.
Altre forse nonostante tutto si sentono nella normalità come fanno tutti gli altri
alcune non la vivono ma fanno di tutto per cercarla nell'apparenza
molto spesso avere un bel vestito addosso fa sentire ricchi.
Alcune vite invece non hanno bisogno della normalità e  questo concetto che a molti appare cosi chiaro è solo uno dei tanti i cui confini non hanno terra.
Chissà cosa pensa una persona cosi quando guarda gli altri
forse penserà la stessa cosa che la gente pensa di lui.
Tre e mezzo.
Sono arrivata con circa un ora di anticipo alla stazione ma mi sento bene qui
ho tutto ciò che mi serve
il caldo di una notte di agosto le sigarette e la libertà di non avere  il tempo in casa come un genitore severo.
Il caldo mi piace distende le fibre del mio corpo come fa un ferro da stiro con una maglia stropicciata
mi sento più morbida più rilassata quasi gommosa e poi tutto passa dalla pelle nuda
i vestiti non sono più un confine invalicabile 
tutto ciò che accade in estate passa direttamente attraverso il corpo prima che dalla mente
ho un contatto più immediato attraverso i sensi con tutto ciò che viene da fuori.
Anche l'odore della stazione mi piace
quello strano odore acre e acido dei binari arrugginiti specialmente quando sono bagnati
è un misto tra la ruggine e l'odore forte e penetrante dei solventi  che usano per pulire i treni.
Questo accade in prossimità dei binari ma tutt'intorno  si mescola agli odori delle persone che la vivono
Strani deodoranti i profumi accecanti delle signore quelli forti o piacevoli delle ascelle bagnate di sudore
gli odori dei piedi e dei ristoranti
gli odori degli amanti che di notte fanno l'amore viaggiando
gli odori dell'alcol lasciati da qualche ubriaco
gli odori del dolore di qualcuno che scappa di qualcuno che torna
gli odori di stracci piscio e lacrime che lascia chi dorme nel marciapiedi accanto ai binari
gli odori dei giornali freschi di stampa
gli odori dei biglietti che vengono timbrati
gli odori di fatica dei pendolari che partono quando nasce il sole
il mio odore dentro questa macchina mentre vivo le vite altrui.
-Scusa hai da accendere?-
-mi stupirei del contrario...prego-
-stanotte proprio non ho clienti, domani dovrò lavorare anche di giorno...-
-come ti chiami?-
-Antonella -
Antonella avrà circa venticinque anni è alta e molto prosperosa con quelle forme di cinquant'anni fa che ora non si vedono più
è tutta in carne ma ben proporzionata e sinuosa
non è volgare anche se l'abito non permette nulla alla fantasia
lo spacco arriva sin sotto al pube puoi vedere il colore rosso degli slip e il seno è ben schiacciato e in mostra
ma le sue mani sono delicate senza anelli e i suoi riccioli biondi naturali risaltano quei dolci occhi scuri
non ha profumo e non puzza di sudore
non so se guadagna molto ma i suoi vestiti mi dicono che sicuramente non spende.
-sei bella ti piace il tuo lavoro?
-delle volte si altre no...come tutti gli altri lavori... credo-
-Si.E' vero-
Mentre sono finalmente decisa di scendere dalla macchina per continuare la conversazione che si prospetta interessante qualcuno le tocca il culo e le chiede quanto vuole.
-Ciao...la chiacchierata sarà per un'altra volta.-
Sono le quattro vedo da lontano gli abiti e la sagoma  dell'amico che stavo aspettando
apro la portiera.
Il tempo è rientrato a casa.

scritto da:almavox ©
settembre 16, 2005 21:16
| commenti (10)
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