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lunedì, 22 agosto 2005


IL COITO INFINITO


Mi contorco affannata nel guardare
facce sguardi movimenti
tutti sembrano uguali
tranne me
sento le mie budella arrotolarsi e scuotere nervosamente il corpo
calori piccoli sussulti brividi
mi ascolto attenta lasciando scivolare lentamente ciò che sento attraverso il mio corpo
immagino un alito silenzioso risvegliare il mio collo
la pelle gioiosa destarsi dal torpore del sonno
ristorata e pronta per accedere timida a parti  sconosciute che sento presenti.
Chi sono dove sono
cosa sono.
Non ha importanza più.
Ora l'aria mi passa attraverso come se fossi composta del niente
assente e inebriata dall'assenza mi disperdo annusando l'aria e il mondo che la compone
in particelle mi divido mi sbriciolo mi mescolo al vento che mi accarezza
mi lascio accarezzare mi lascio penetrare come in un coito infinito senza spazio ne tempo
quando i confini si annullano quando il tuo corpo scompare.
Un bosco inesplorato da tempo mi divide da me
il bosco del mio corpo fitto di ombre e arti rigidi come nani pronti adesso a crescere e diventare braccia gambe mani volti
dove la luce filtra tra i rami illuminando finalmente ampie e silenziose  radure umide.
Il bosco fitto della mia anima
dove il nero sembra scomparire
la luce che filtra illumina i volti ridicoli e stanchi dei fantasmi che la abitano da tempo
immagino uno a uno di spolverarli lavarli e stirarli come per riporli in un grosso baule che si apre solo nei momenti di malinconia per salutare  ricordi sbiaditi
quando hai voglia di rimembrare chi eri.
Immagino il cammino per entrare nel mio bosco
lo immagino solo ora
la porta  che lo separa dal mondo è  ancora chiusa ma è sottile come la pelle vaginale di una vergine inesplorata
delicata protettrice di un immenso mondo.
Un tocco lieve può riuscire ad aprirla.
   

scritto da:almavox ©
agosto 22, 2005 03:22
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