splendida, magnetica, solare,pura, vera l'energia le scorre, scorre attraverso lei impazzita e esce fluida con la forza che puo' avere un'anima desiderosa di sentirsi nuda, tutto cio' che e' in lei esce, sprizza fuori naturale e potente; gli occhi brillano e abbagliano fuoriuscendo dalle orbite per entrare a curiosare nell'anima di chi sta intorno, le labbra baciano ogni cosa si trovino di fronte e invitanti invitano a rispondere al loro richiamo, le mani potenti agiscono fedelmente, ogni cosa passi sotto al suo palmo si scalda e vibra come ad una giusta rinascita, il corpo brucia incessante e desideroso al passaggio di questa energia come naturale legna sul fuoco, e ogni sua parte chiede di ascoltare cio' che il suo richiamo raccolga, e tutto cio' che arriva e che risponde sembra bello e potente tanto quanto lei sta chiedendo.
ma cio' che vediamo e' la naturale proiezione di cio' che sentiamo ed e' difficile capire sempre che chi ti sta difronte ti rappresenti veramente o e' solo il tuo voglioso e potente riflesso di cio' che sei in quel momento.
la paura c'e' ma nel desiderio che la spinge non c'e' posto per l'illusione non c'e' posto per il fallimento, cio' che non riuscira' ad avere sara' la naturale conseguenza di cio' che in realta' non le appartiene affatto e non sara' per lei una perdita.
la verita' che esprime e che dona non la ripara dall'attirare illusionisti che desiderano in lei cio' che forse non potranno mai possedere, volere non sempre appartiene all'essere nell'azione e spesso l'illusione che qualcun'altro possa regalare cio' che devi conquistare da solo puo' portare a vedere negli altri cio' che non sono, realmente, ma che solo rappresentano, molto bene spesso in barba anche a se stessi, spesso sono talmente convinti di essere cio' che stanno magistralmente rappresentando che non puoi fare altro che vederlo anche tu e allora puoi sbagliarti e scorgere cio' che non e' reale.
ma il rischio va corso e fiduciosa che cio' che con verita' sta' vivendo possa solo arricchirla e non danneggiarla, apre con fiducia le braccia.
e' un brivido forte e possente che attraversandogli la schiena turba e fa rinascere.
" rossa come un bocciolo di rosa prima del grande uragano"
.....e che uragano sia
e' vero continuare a giocare dolorosamente coi ricordi di tutto cio' che non e' stato o non e' diventato come avresti voluto e' solo un modo per evitare di andare avanti e accettare dolorosamente gli errori che hai fatto.
si c'e' una parte di te stessa che detesti che odi, per cui ti venderesti volentieri a patto che scomparisse da te, da cio' che tu vorresti e saresti senza di lei.
non e' cosi, quella mia parte comunque mi appartiene, vi appartiene perche' cio' che io sono nel mondo lo siete anche voi, i miei sbagli sono la mia umanita', sono il mio limite che faticosamente ho superato, quegli errori sono la prova di cio' che non sono piu', sono la testimonianza del mio cambiamento, senza il quale, sarei ancora li ad accarezzare quello che non mi sarebbe mai appartenuto, che avrei sempre rimpianto di non essere.
si piango, lo faccio, e' un mio diritto piangere sui miei errori, e' un mio dovere piangere sui miei errori, nessuno puo' farlo se non io.
non sono solo fatta dei miei sbagli, sono soprattutto fatta da cio' che ho imparato da loro, dal frutto che ho fatto maturare anche attraverso essi, il traguardo sta' nel lavoro che e' stato fatto usando anche il male; che il dolore che ho provato, che ho provocato, sia servito a uno scopo migliore, soprattutto sia servito a qualcosa.
L'energia scorre, l'energia va e torna, si modifica ma e' in movimento. il dolore e' un'energia e come tale va sfruttata, al meglio, ed e' un'energia potente tanto quanto l'amore, e' il suo lato opposto, come un illuminato disse '' dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior'' (F.de Andre') .
la felicita' e' un momento di stasi, il dolore e' il cambiamento, e' la svolta, non dobbiamo averne paura ma andarci dentro guardarlo e capirlo, piu' lo sfuggiamo e piu' tornera' forte, se lo guardiamo negli occhi ci sentiremo meno codardi e piu' coscenti della sua misura, diventera' un nostro alleato se lo sapremo sfruttare.
sfruttare il dolore, sfruttare il meglio.
Di amore di presenza di comunione di corpo di anima di odori di calore di complicita' di energia di attesa di pensiero di guardare ogni giorno negli occhi dell'altro te stessa.
E' un desiderio profondo radicato nel passato, nell'infanzia,forse, o semplicemente nella mia anima.
L'amore come verbo,come perno significante dello spirito della vita, non tanto come fine, come traguardo sognante per una risoluzione illusoria del percorso della vita ma quanto come veicolo su cui costruire giorno per giorno la tua anima, la tua essenza.
La coscienza esatta che questa sia l'energia profonda,primaria, fondamentale, sia la vita, sia il senso stesso della vita; amore come percorso fisico e spirituale nel gesto nel pensiero, nell'atto,quotidiano.
La visione sicura che sia l'unica e possibile via da percorrere.
La condivisione attraverso l'amore di te stessa per e con gli altri.
Difronte all'amore mi inchino e divento serva e servitore, mi dono, comunque e sempre, a chi voglia darmelo a chi me lo chieda, degna io apro le mie braccia.
"CIO' CHE DONI SARA' TUO PER SEMPRE CIO CHE TIENI MORIRA' CON TE"
(dal film " i fiori del corano" e ovviamente dal corano stesso)
in questo fine settimana il sole a fatto il suo dovere,ricordarmi che sono viva e che i raggi caldi che mi piombavano addosso sono abbastanza per dire grazie allo stupendo cielo che e' sopra di me.ho voglia di farmi vedere, al mondo, la mia immagine, a testimonianza che sono nuda e scoperta.
Dedicato a tutto cio' che mi verra' incontro, dedicato a cio' che e' dentro di me perche' e' cio che sta' fuori, qualsiasi cosa mi porti; le braccia aperte in attesa che il mio cuore possa respirare e ricominciare a vedere, il mondo, con occhi diversi trasformati, coscienti,calmi, non voglio piu' cercare affannosamente ma guardare, accogliere chi o cosa si presentera' alla porta della mia vita.
attenta e forse ora piu' presente, dopo un lungo e rischioso cammino con un piede fuori e uno dentro non ancora ferma sulle mie gambe ma ora piu' coscente, forse, dell'impermanenza e della vacuita' della vita,senza affannarmi troppo perche' cio' che arrivi possa trovarmi,perche' cio' che arriva e' conseguenza naturale di cio' che sono.
dedicato a me e a tutti coloro che mi guardano negli occhi.
postilla del 20/04 c'era una foto, non c'è più perchè non ho pagato la bolletta!
le emozioni di cui la vita,mia,linfa vitale mi nutriva, sono ora tanto lontane,
le guardo le desidero ma ora le temo
fragile e' la mente e delicato corpo gli soggiace,chiudendosi piccolo nel suo calore,
immobile mi guardo, vorrei ma non posso
e non so se il desiderio, sia, ancora, per ritrovare una me stessa che non c'e' piu' ma mi perdo nel trovare qualqun'altro che ancora non e' nato.
non sono ancora morta o la nuova me non e' ancora nata?
in questo immobile dubbio si contorce il mio corpo e desidera, ancora e ancora, mani calde, che ti ricordano che sei viva.
la solitudine una parola abusata, poco capita, sorvolata, solo in superfice.
la solitudine un composto cosi solido, cosi pregno e denso, cosi personale che vive con te come il tuo gatto caldo e arrotolato quando fa le fusa.
la solitudine ha forma e lineamenti diversi per ogni padroncino che la possiede.
E' la tua essenza lei si nutre e nutre al tempo stesso, e' un modo di esistere, e' la maniera di non vivere le proprie inquietudini, i propri grandi segreti, le proprie piu' grandi aspirazioni cosi lontane eppure cosi vicine da farti troppa paura per accarezzarle, la solitudine di stare con te stessa, sempre, e allo stesso tempo mai; il confronto ti smarrisce fa riemergere in te i tuoi vorrei i tuoi non sei i tuoi dove e quando...i tuoi cosa veramente sei , la solitudine ti protegge da te stessa comunque, perche' quando non vuoi vedere ogni lacrima e' un conforto che ti dai, che scivola sul tuo viso e ti accarezza camminando sulla tua guancia sul tuo collo come farebbe una mano tenera e complice.
la solitudine e' un carceriere che tu hai assoldato che ligio al dovere ti immobilizza i pensieri, le parole, le parole che vorrebbero rincorrere la vita e che non riescono ad andare piu' in la' dello stesso pensiero; quelle stesse parole che lei ti nega che ti neghi difronte alle tue domande ammassando sulle tue spalle strati di solitudine come vestiti quando il freddo ti spacca la pelle.
questa mia solitudine cosi odiata e cosi visceralmente cercata per sfuggire ora coscentemente da me stessa.